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Da casa del Penitenziere

Il Museo Etnografico Tiranese è sorto nel 1973 ad opera del Centro Iniziativa Giovanile allo scopo di documentare la cultura del mondo contadino e montanaro valtellinese. Allestito dapprima in un vasto locale del piano terreno del palazzo S. Michele (antico albergo per i pellegrini del santuario), ha operato in quella sede fino al 1987. Chiuso in seguito alle calamità naturali di quell’anno è stato riallestito nel 1990 nella Casa del Penitenziere a questo scopo restaurata dal Comune di Tirano che ne è proprietario. Le raccolte sono esposte in tredici vani, fra stanze e atrii, che occupano tre piani e l’interrato della settecentesca dimora. Tre locali sono destinati a servizi (biglietteria, sala proiezione, direzione).
L’edificio, caratterizzato da linee architettoniche sobrie, ma eleganti, venne costruito per l’abitazione del rettore del santuario, talvolta chiamato rettore – penitenziere e anche “gran penitenziere” con riferimento al suo specifico incarico di confessore. Come gli altri edifici storici della piazza, la Casa del Penitenziere era quindi funzionale alla gestione del santuario, meta di considerevoli flussi di pellegrini e così la piazza stessa, circondata dalle tipiche botteghe costruite in funzione delle fiere che vi si svolgevano invadendo anche i prati contigui, per oltre quindici giorni. Nei primi anni dell’Ottocento erano ancora appuntamenti fondamentali per l’economia dell’intera provincia con oltre ottomila capi di bestiame contrattati in una sola fiera. Il larghissimo concorso di popolo e di mercanti rese la piazza, nel periodo dal XVI al XVIII sec. (dall’Apparizione alla Cisalpina), il massimo centro commerciale della Valtellina.
A Palazzo della Cultura Alpina

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Apertura 10:30 – 12:30
15:00 – 18:00

Ingresso Gratuito

Visite guidate per scuole e gruppi









